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I Ricordi - Francesco Guicciardini

I "Ricordi" sono componimenti di Francesco Guicciardini, una serie di riflessioni, pensieri ed aforismi dell'autore, che scrive durante tutto l'arco della sua vita. L'opera viene pubblicata per la prima volta nel 1576, circa trent'anni dopo la morte di Guicciardini, con il nome di "Avvertimenti". Nell'ottocento l'opera viene ribattezzata "Ricordi". Nell'opera Guicciardini rilette sulla realtà politica che considera influenzata da una negatività immodificabile. Francesco Guicciardini non indaga sulle cause generali e universali dei fatti della politica. Lo scrittore ritiene che i fatti storici e politici siano determinati da eventi superficiali piuttosto che da cause storiche profonde. Per Guicciardini ciò che l'osservatore deve analizzare è il "particulare", ovvero la difesa della dignità e dell'equilibrio sia nella sfera personale (il decoro), sia in campo politico. Senza alcuna compiutezza sistematica i pensieri scritti nei "Ricordi" appaiono come aforismi etico-politici che descrivono l'uomo moderno dell'epoca rinascimentale italiana, disincantato dalle visioni utopistiche della società e concentrato a salvaguardare il proprio interesse personale e la propria dignità in tempi di crisi.

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