OKpedia  

Giulio Andreotti

Giulio AndreottiGiulio Andreotti è un politico italiano. Nato a Roma il 14 gennaio 1919 è uno dei principali protagonisti della scena politica italiana della seconda metà del XX secolo. Ha ricoperto per sette volte la carica di Presidente del Consiglio e sedici volte quella di ministro. Dal 1948 è presente in Parlamento tra i banchi della Democrazia Cristiana fino al 1991 e successivamente come senatore a vita. Giulio Andreotti inizia la sua carriera politica come segretario di Alcide De Gasperi. Al termine della seconda guerra mondiale è responsabile del settore giovanile della Democrazia Cristiana. È uno dei membri dell'Assemblea Costituente e nel 1948 entra in Parlamento nella Camera dei Deputati. La linea politica di Giulio Andreotti è improntata fin da subito sul pragmatismo e sul raggiungimento di obiettivi concreti, usando tutti i mezzi che consentano di raggiungerli. Pur essendo da sempre una minoranza all'interno della Democrazia Cristiana la corrente andreottiana riesce a ottenere importanti risultati alternando l'appoggio alla corrente di destra (anni '50) e alla corrente di sinistra (anni '70-80) della DC. Nel 1972 assume l'incarico di formare il suo primo governo. Seguono incarichi come ministro della difesa e ministro degli esteri, dove riesce a destreggiarsi nel ruolo di mediatore internazionale. Pur mantenendo una rigida coerenza nei confronti della scelta atlantica del suo maestro, Alcide De Gasperi, Andreotti percorre una linea di apertura nei confronti del Medio Oriente. Le stesse abilita di mediatore gli consentono di curare negli anni '70 diverse stagioni di dialogo sia con gli Stati Uniti e sia anche con l'Unione Sovietica. Nel 1976 accetta l'incarico di formare un governo di solidarietà nazionale, detto della 'non sfiducia', ottenendo l'appoggio indiretto anche del PCI di Berlinguer per fronteggiare il delicato periodo di crisi della società italiana. In occasione del rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, Giulio Andreotti mantiene una linea ferma rifiutando ogni trattativa con i terroristi rossi. Il suo governo resta in carica fino al gennaio 1979 quando la DC rifiuta definitivamente la richiesta del PCI a partecipare più direttamente alle attività di governo. Forte dell'esperienza politica maturata dagli anni '40 in poi, Andreotti trova spazio anche nella nuova stagione politica. Negli anni '80 la DC consente l'ingresso nel governo degli esponenti socialisti del PSI di Craxi, Giulio Andreotti ricopre più volte l'incarico di ministro degli Esteri e contribuisce alla costruzione di un clima di dialogo tra Usa e Urss. Giulio Andreotti è mediatore anche nei rapporti interni tra il leader socialista Bettino Craxi e gli organi di partito della DC. Torna alla presidenza del Consiglio nel 1989, carica che mantiene fino al 1992 quando si dimette dal governo e ottiene la nomina di senatore a vita. In questi anni Giulio Andreotti è il nome più papabile per sostituire Francesco Cossiga alla carica di Presidente della Repubblica. L'omicidio del giudice Falcone (giugno 1992) e la necessità di fronteggiare l'emergenza mafia in Italia spinge però il Parlamento e la Democrazia Cristiana a ricercare candidati più istituzionali per il Quirinale preferendo la candidatura di Oscar Luigi Scalfaro per il Colle. Dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana, nel 1994 Giulio Andreotti aderisce al Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli. Nel 2001 abbandona il partito in seguito alla nascita della Margherita.

https://www.okpedia.it/temp/giulio-andreotti


Hai una domanda? Scrivila nei commenti e ti risponderemo qui sulla pagina.





FacebookTwitterLinkedinLinkedin