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Siena. Piazza del Campo

Una città a misura d’uomo, con una qualità di vita elevata: questo è attualmente Siena e molto altro. L’Italia è piena di luoghi che conservano il fascino indiscusso di un passato medievale che rivive, tuttora, in riti e usanze intramontabili. Il Palio è l’attrattiva principale di questa provincia toscana, ricca di storia e di folclore. La città è divisa in diciassette contrade che si preparano al rito estivo della corsa dei cavalli nella piazza semicircolare a ventaglio detta, appunto, Piazza del Palio. Cavalli e fantini, ogni anno, rincorrono l’ambito premio di chi taglia per primo il traguardo di una corsa forsennata e, talvolta, pericolosa anche per chi assiste allo spettacolo. Il fascino della gara rimane inalterato, in quanto ha il potere di gremire la piazza di tifoserie di contrade contrapposte ma anche di numerosi turisti che confluiscono a Siena appositamente per non perdere l’evento. I cavalli, scelti a sorte, vengono battezzati presso la chiesa della contrada. Stradine e vicoli conducono alla piazza, piena di gonfaloni e insegne dell’araldica contradaiola. Prima del Palio si svolgono le processioni in costume, le scommesse, i tiri goliardici tra contrade. Al vincitore spetterà un palio in seta e alla contrada tutta una serie di festeggiamenti e rivalse sugli avversari che durano anche per settimane. Piazza del Campo era originariamente un foro romano, in cui si teneva il mercato ma anche, si ritiene, gli addestramenti militari romani. Nel 1293 il Consiglio di nove diede l’avvio ai lavori per la realizzazione di una grande piazza, pavimentata di rosso nel 1327 e suddivisa in nove settori per richiamare simbolicamente detto Consiglio. Come un po’ tutte le celebri piazze italiane, anche Piazza del Palio venne adibita a luogo di esecuzioni capitali, luogo in cui si celebravano spettacoli quali le tauromachie, per destinarla infine alla celebre corsa di cavalli che si ripete due volte ogni anno, il 2 luglio e il 16 agosto, e per cui è prevista anche la diretta televisiva, tale è diventato negli anni l’interesse verso questa sorta di rituale tutto italiano. Sorgono tutt’intorno alla Piazza caffè, ristoranti e locali di pregio, oltre al Palazzo Pubblico risalente al 200-300, sede del Museo civico e alla Torre del Mangia del 1348, la seconda torre medievale più alta d’Italia. La Fonte Gaia è una riproduzione dell’originale del XIX sec. di Jacopo della Quercia, la cui acqua viene fornita da un acquedotto risalente a 500 anni fa. Gi. Lap.

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