I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari diversificati. I risparmiatori affidano la gestione dei propri risparmi ad una società che li investe in un patrimonio autonomo suddiviso per quote. Gli investimenti nel fondo sono diversificati per ridurre il rischio medio dell'investimento complessivo. In tal modo anche piccoli risparmiatori possono investire su un mix di investimento adeguato tramite l'acquisto di quote marginali del fondo (cd risparmio gestito). La diversificazione del rischio rappresenta un vantaggio per il risparmiatore. Il fondo si dice "comune" in quanto suddiviso tra un ampio numero di soggetti investitori (sottoscrittori del fondo). La gestione del fondo è affidata ai professionisti del risparmio. La società di gestione del risparmio (SGR) ha una personalità giuridica e un capitale distinto da quello del fondo. I singoli investitori non hanno alcun potere decisionale sulla scelta dei titoli. Ogni fondo comune di investimento fornisce ai partecipanti soltanto delle indicazioni sulla politica di diversificazione del portafoglio d'investimento e sul rischio medio. I fondi comuni di investimento sono stati introdotti nel mercato italiano con la legge 77 del 23 marzo 1983. Prima della legge 77/1983 i piccoli risparmiatori potevano accedere ai fondi di investimento soltanto all'estero (cd fondi lussemburghesi).
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