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Fenici

I fenici sono una popolazione semitica insediata sulla costa del Mediterraneo orientale, particolarmente dedita agli scambi commerciali, che nel corso dei secoli si espande lungo le coste del Mediterraneo. I primi documenti storici sui fenici risalgono alla prima metà del II millennio. Dei fenici scrive anche Erodoto che li descrive come una popolazione originaria del Golfo Persico. I fenici stabiliscono rapporti di collaborazione con gli altri popoli della costa siriaca del Mediterraneo e da qui avviano le proprie organizzazioni commerciali con attività marinare stabili e porti commerciali dislocati un po' ovunque. Diventano l'intermediario commerciale fra i popoli del mondo antico, agevolando indirettamente anche uno scambio culturale tra popoli altrimenti molto distanti o tra loro separati da barriere naturali invalicabili (es. il mare). Ai fenici si attribuisce l’invenzione e la diffusione dell’alfabeto.

Espansione dei fenici. L'espansione commerciale dei fenici segue quello dei Popoli del mare nel 1200 a.C., proprio in questi anni si registra un forte sviluppo commerciale ed economico delle città di Tiro e Sidone. In questi anni sono fondate diverse colonie in Spagna e in Africa, tra queste si ricorda Cartagine e Tartesso. Nonostante l'espansione geografica i fenici non sono un popolo organizzato sotto un unico regno. Le città e le colonie fenice sono tra loro indipendenti, sono delle città-stato che mantengono rapporti commerciali con tutti senza mai formare una forza militare compatta.

Decadenza dei fenici. La decadenza dei fenici ha inizio con l'espansione territoriale del popolo degli assiri sotto le cui conquiste cadono gran parte delle città fenice. La stessa Sidone cade sotto il controllo assiro nel 675 a.C. e un secolo più tardi anche la città di Tiro passa sotto il controllo di Babilonia. La Fenicia diventa così soltanto una provincia dell’impero persiano e, nel 332 a.C., di Alessandro Magno.

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