Età neolitica
L'età neolitica è un periodo compreso dal 10.000 al 5.000 a.C.. L'uomo amplia il numero degli strumenti a propria disposizione (es. prodotti in ceramica) migliorando la qualità degli arnesi e degli utensili (es. strumenti in pietra e osso levigati o perforati). Questo periodo è conosciuto anche con il termine neolitico. Oltre alla caccia l'uomo impara a procurarsi il cibo tramite l'agricoltura e la pastorizia, attività che consentono all'uomo di trasformarsi da nomade a stanziale. I primi villaggi sono costruiti al di sopra di una struttura di pali per difendersi meglio dagli animali predatori. Si distinguono, in particolar modo, due tipologie di villaggi:
- le palafitte situate sull'acqua
- le terramare (situate sulla terraferma)
La vita stanziale muta anche la struttura delle famiglie e dei gruppi sociali. Alcuni membri dei villaggi iniziano a specializzarsi in attività lavorative come l'artigianato, la produzione del vasellame in ceramica e la tessitura del lino e della lana. La nuova struttura sociale e di vita modifica anche la spiritualità e le prime forme di religione. Nel neolitico i morti sono inumati insieme agli oggetti utilizzati nel corso della vita. Ciò lascia presumere la diffusa convinzione dell'esistenza di una vita nell'oltretomba. Appartengono al neolitico i monumenti megalitici come i menhir ed i dolmen, probabilmente realizzati dagli uomini primitivi come luoghi di culto o per scopi magico-religiosi.
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