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Energie rinnovabili



ENERGIE RINNOVABILI

Le energie rinnovabili (o energia rinnovabile) sono fonti di energia caratterizzate dalla capacità di rigenerarsi. Sono pertanto fonti di energia inesauribili entro la scala del tempo umano. L'energia rinnovabile è una fonte di energia che non si riduce con l'utilizzo e consente alle generazioni future di utilizzare allo stesso modo la fonte di energia. Le energie rinnovabili sono spesso indicate dall'uso solo termine 'rinnovabili'. Si considerano energie rinnovabili le seguenti fonti di energia:

La classificazione delle energie rinnovabili e non rinnovabili è soggetta a molti fattori. Generalmente si tende a considerare come caratteristica principale delle energie rinnovabili la capacità di rigenerare la risorsa energetica dopo il consumo senza penalizzare le generazioni future. Le energie rinnovabili sono classificate all'interno delle energie alternative, in quanto alternativa energetica all'utilizzo delle fonti di energia fossile.

Differenza tra energia rinnovabile e non rinnovabile

Le energie rinnovabili si distinguono dalle fonti di energia non rinnovabili (petrolio, carbone, gas naturale) per la possibilità di consentire uno sfruttamento continuo senza causare una riduzione delle riserve. La differenza tra le energie rinnovabili e le energie non rinnovabili è, quindi, nella scala del tempo di rigenerazione della risorsa energetica. Ad esempio, il petrolio ha un tempo di formazione su scala geologica. Questa caratteristica rende la risorsa energetica fossile una energia non rinnovabile nella scala del tempo della vita umana. Le riserve di petrolio sono esauribili con il consumo. Al contrario, una fonte di energia rinnovabile come il solare consente di sfruttare ogni giorno il medesimo flusso di energia proveniente dalla stella, indipendentemente dal numero di pannelli solari che catturano i raggi solari. In teoria, tutte le energie rinnovabili sono esauribili. Il Sole è destinato a spegnersi, il calore della Terra a raffreddarsi, l'acqua a scomparire, ecc. Il ciclo vitale di questi fenomeni è tuttavia ben al di sopra della scala del tempo della vita dell'uomo. E' anche possibile che l'eccessivo sfruttamento di una fonte energetica rinnovabile causi la sua scomparsa.

Limiti allo sfruttamento delle energie rinnovabili

Per alcune energie rinnovabili esiste un limite di utilizzo delle stesse, oltre il quale il consumo determina una riduzione dei flussi di energia nel futuro. Questo accade, ad esempio, nel caso delle biomasse. Se il tasso di sfruttamento di una foresta (taglio di alberi) eccede il tasso di rigenerazione (nascita nuovi alberi) col passare del tempo la foresta scomparirà. Lo stesso può dirsi per le risorse ittiche. Se la pesca eccede la capacità naturale della popolazione ittica di rinnovarsi, entrambe sono destinate a scomparire. La regola del limite di sfruttamento non si applica a tutte le energie rinnovabili. Non vale, ad esempio, per l'energia eolica, l'energia solare o per la geotermia. Laddove il flusso non è originato da uno stock (Sole, centro della Terra, forza del vento) che può essere distrutto o depauperato dall'attività umana.


Si definiscono rinnovabili quelle fonti di energie basate sul ciclo delle forze naturali che si ripetono periodicamente nel tempo. Per questa ragione sono definite "energie rinnovabili" e sono considerate inesauribili se utilizzate entro il loro tasso di rigenerazione. Sono fonti di energia rinnovabili il vento, il sole, il legno, la geotermia. Le fonti rinnovabili sono normalmente classificate in:

  • fonti rinnovabili tradizionali, il cui utilizzo consente uno sfruttamento diffuso e intensivo (es. centrali idroelettriche)
  • fonti rinnovabili non tradizionali, il cui utilizzo è su bassa scala e poco diffuso.

In entrambi i casi le fonti di energia rinnovabile presentano un impatto ambientale trascurabile e sono un argomento portante dello "sviluppo sostenibile". Dal punto di vista degli handicap, le fonti rinnovabili sono anche caratterizzate dalla discontinuità che ne riducono l'affidabilità e dalla necessità di beneficiare di incentivi economici per superare i costi elevati dovuti alla bassa scala di produzione.

Perché si chiamano energie rinnovabili

Le energie rinnovabili sono generate da fonti di energia non esauribili sulla scala dei tempi umana. L'utilizzo attuale dell'energia rinnovabile non pregiudica la sua disponibilità futura. Il concetto di energia rinnovabile si contrappone a quello dell'energia non rinnovabile (es. petrolio, carbone, gas naturale) che, al contrario, è caratterizzata da tempi di formazione molto più lunghi rispetto a quelli di consumo e da riserve esauribili.

Le fonti di energia rinnovabili

Le principali fonti di energia rinnovabile sono le seguenti:

  • energia solare (il sole)
  • energia eolica (il vento)
  • energia idroelettrica (il ciclo dell'acqua)
  • energia geotermica (il calore della terra)
  • energia marina (le maree o le correnti del mare)
  • agroenergia (le biomasse)

Queste fonti di energia sono caratterizzate dalla "non esauribilità" entro una scalda dei tempi umana. Il vento, la radiazione solare, il calore della terra sono prodotte in modo naturale. Sono forme di energia "flusso". Il flusso di energia si rinnova ogni giorno senza alcun intervento umano. L'uomo trasforma l'energia rinnovabile potenziale in energia utilizzabile tramite l'ausilio di specifiche tecnologie (es. eolico, fotovoltaico, solare termico, ecc.).

Limite allo sfruttamento delle energie rinnovabili

In teoria l'utilizzo delle energie rinnovabili non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Ciò accade, ad esempio, nel caso dell'energia solare e dell'energia eolica. Tuttavia, in altri casi l'eccessivo sfruttamento delle energie rinnovabili può causare la riduzione del flusso energetico futuro o, in casi estremi, anche la distruzione della fonte di energia rinnovabile. Questo accade quando il tasso di sfruttamento dell'energia rinnovabile è superiore al suo tasso di rigenerazione. Ad esempio, un bosco è una fonte di energia rinnovabile (biomassa) se la percentuale degli alberi tagliati ogni anno è inferiore o uguale a quella degli alberi piantati. In caso contrario, il bosco avrà una popolazione di alberi che andrà a ridursi nel tempo fino a scomparire per sempre.




 
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