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Elettrodotti ed elettrosmog in casa Una casa troppo vicina agli elettrodotti è sottoposta a campi elettromagnetici più elevati rispetto a quelli che si possono trovare mediamente in natura. Gli organismi degli abitanti, in particolar modo le cellule cerebrali, sono quindi soggetti a subire l'interferenza esterna che influenza i segnali bioelettrici dell'organismo umano. E' opportuno sottolineare che in questa pagina ci si riferisce all'elettrosmog a bassa frequenza (cavi della corrente ad alta tensione) e non all'elettrosmog ad alta frequenza (telefonia mobile). Sull'argomento sono in corso molti studi e la stessa scienza è in continua attesa di nuovi risultati epidemiologici per comprendere meglio il fenomeno dell'elettrosmog e le sue conseguenze sulla salute. I campi elettromagnetici degli elettrodotti possono causare nel lungo periodo mal di testa ed interferire sul normale controllo delle funzioni fisiologiche e sull'umore. Nei casi dei potenti campi elettromagnetici ad alta tensione è stato dimostrato anche un nesso tra l'elettrosmog e la mortalità per tumori (leucemie, linfomi, ecc) dallo studio americano Wertheimer-Leeper del 1979 e da altri successivi. Grazie a questi studi e all'applicazione del principio di precauzione la disposizione dei tracciati dell'alta tensione è stata sottoposta ad una nuova regolamentazione che tiene conto anche della distanza di sicurezza dalle abitazioni. Purtroppo questi argomenti sono spesso affrontati tra allarmismo e minimizzazione ed è difficile per il cittadino giungere alla conoscenza della realtà scientifica. Nel caso in cui l'abitazione si trovi troppo vicino ad un elettrodotto è opportuno verificare che il tracciato rispetti le normative di legge ed eventualmente chiedere il rispetto della distanza. L'eliminazione dell'elettrosmog a bassa frequenza può essere eliminato completamente con l'interramento dei cavi. Tale soluzione è però molto costosa ed implica ingenti investimenti di ristrutturazione della rete elettrica.
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