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Debito pubblico Il debito pubblico consiste nell'indebitamento dello Stato contratto per finanziare la spesa pubblica e il deficit del bilancio pubblico. Lo stato emette dei titoli (titoli di Stato) che vende alle banche e ai risparmiatori privati con la promessa di restituire il capitale e gli interessi maturati ad una determinata data di scadenza. Possono sottoscrivere i titoli del debito pubblico le banche e i risparmiatori privati italiani o stranieri. Il perdurare del deficit di bilancio pubblico, anno dopo anno, provoca la crescita del debito pubblico. I titoli di Stato possono essere emessi a breve, media e lunga scadenza. In Italia i titoli di Stato a breve scadenza sono detti Buoni Ordinari del Tesoro (BOT). In base alla scadenza dei titoli pubblici è possibile suddividere il debito pubblico in:
- Debito pubblico fluttuante. Il debito pubblico fluttuante è composto da titoli di Stato con scadenza a breve termine. Si dice "fluttuante" in quanto l'effetto dei titoli segue l'andamento dei deficit di bilancio.
- Debito pubblico redimibile. Il debito pubblico redimibile è composto da titoli di Stato con scadenza a medio-lungo termine.
L'indebitamento pubblico è uno dei parametri fondamentali della stabilità finanziaria del sistema pubblico e del sistema economico. L'eccessivo peso del debito pubblico sulla ricchezza prodotta dal paese (PIL) riduce la credibilità dei titoli di Stato e costringe lo Stato a rialzare il rendimento (tasso di interesse) sulle nuove emissioni di titoli, con conseguenti perturbazioni economico-finanziarie. Per tali ragioni le politiche economiche degli anni duemila vertono sull'obiettivo del pareggio di bilancio del settore pubblico. Ciò, tuttavia, non riduce i problemi causati dall'indebitamento pubblico generato negli anni passati. Per ridurre il debito pubblico lo Stato deve ridurre la spesa pubblica o aumentare le entrate, al fine di ottenere un avanzo di bilancio pubblico ed infine liquidare o riacquistare i propri titoli emessi in passato.
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