Debito pubblico
 Il debito pubblico è il cumulo dei prestiti che lo Stato e gli altri enti del settore pubblico contraggono per coprire i saldi negativi (deficit) del bilancio pubblico. Il saldo del bilancio pubblico è determinato dalla differenza tra le entrate e le spese del settore pubblico. Si ha un saldo negativo del bilancio pubblico quando, in un determinato periodo di tempo, le spese pubbliche sono superiori alle entrate dello Stato. Il deficit di bilancio viene colmato dallo Stato tramite l'emissione di titoli rappresentativi del debito pubblico. Una serie continua di deficit di bilancio (saldi negativi) causa l'incremento del debito pubblico e il peggioramento della posizione finanziaria dello Stato nei confronti del resto dell'economia nazionale. Per approfondimenti: pro e contro del debito pubblico.
Titoli del debito pubblico
I titoli del debito pubblico possono essere emessi su diverse scadenze: titoli a breve scadenza (buoni ordinari del tesoro), a lunga scadenza e irredimibili. I titoli possono essere venduti a sottoscrittori interni nel territorio nazionale oppure all'estero, presso banche e paesi stranieri. Tra i principali sottoscrittori interni elenchiamo, in ordine di importanza, il sistema bancario e creditizio, le famiglie e le imprese.
Categorie di debito pubblico
Il debito pubblico può essere classificato in vari modi, in base all'entità delle spese finanziate o alla tipologia dei titoli di Stato emessi. In questa introduzione distinguiamo le seguenti categorie di debito pubblico:
- Debito pubblico consolidato. E' composto da titoli obbligazionari la cui data di scadenza (data rimborso) non è fissata al momento dell'emissione. La data di rimborso è fissata in modo discrezionale dallo Stato. Questa categoria di debito pubblico è diminuita nel corso del tempo ed oggi si è praticamente annullata.
- Debito pubblico redimibile. E' composto da titoli obbligazionari con data di scadenza di medio-lungo termine.
- Debito pubblico fluttante. E' composto da titoli di credito con data di scadenza a breve termine (da 3 a 12 mesi).
Negli ultimi venti anni, in Italia il debito pubblico ha conosciuto una fase di continua escalation a causa della continua presenza di deficit del saldo del settore pubblico. La riduzione del debito pubblico consolidato è stata più che compensata dalla crescita del debito pubblico fluttuante. Nel 1991 il debito pubblico italiano ha superato, per la prima volta, il prodotto interno lordo (lordo). Dal 1999 il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo è uno dei principali indicatori di stabilità dell'Unione europea.
Il debito pubblico è il debito dello Stato nei confronti dei soggetti che hanno sottoscritto titoli pubblici (o titoli di Stato). Il debito pubblico è formato dal valore dei titoli emessi dallo Stato per la copertura della spesa pubblica (fabbisogno finanziario statale) e del deficit pubblico. E' la risultante cumulativa dei prestiti allo Stato al netto dei rimborsi. I titoli di Stato possono essere acquistati dalle famiglie, dalle imprese, dalle banche e dai soggetti stranieri. Ogni titolo è caratterizzato dal tasso di interesse e da una scadenza. I titoli a breve scadenza determinano il debito pubblico fluttuante, quelli a medio-lungo termine determinano invece il debito pubblico redimibile e il debito pubblico consolidato. L'indebitamento pubblico è una politica economica controversa in quanto permette al policy maker di effettuare spese pubbliche nel periodo corrente spostando l'onere del pagamento alle future generazioni. Il debito pubblico può, inoltre, diventare un fattore di instabilità economica se il rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo (Pil) è particolarmente elevato.
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