Così nasce la lingua italiana
La lingua latina tardo medievale subisce un lento processo di trasformazione che porterà, a partire dal X secolo d.C., alla produzione dei primi documenti in volgare. Il latino scritto dei classici, prerogativa della classe colta, rimarrà identico a se stesso anche nei secoli a venire, chiuso nella sua eburnea inviolabilità conferitagli dalla dignità letteraria. Sarà, invece, il popolo a decretare la nascita di tanti dialetti localizzati lungo lo stivale, derivanti da un processo evolutivo riguardante il latino parlato. La lingua parlata notoriamente ha una sua dinamicità intrinseca che la rende viva e permeabile rispetto agli influssi provenienti dall'esterno. Furono le varie popolazioni barbariche ad influenzare con la loro lingua le varie parlate locali, tanto da contribuire alla caratterizzazione dei dialetti in volgare italiani. Il passaggio dal latino al volgare è contraddistinto, per esempio, dall'abbandono delle desinenze latine, dall'introduzione delle consonanti doppie e la caduta delle consonanti finali, dalla proposizione dipendente introdotta dalla congiunzione “che” e soprattutto dalla sua patina dialettale. Accanto al latino classico verrà così a definirsi il latino volgare che molti definiranno latino tardo. Successivamente dalle parlate locali si passerà a quelle regionali e da queste alle lingue nazionali e letterarie.
