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Budapest. Il monte Gellert Durante la traversata notturna sul Danubio è possibile scorgere dal battello, guardando verso la vetta di una collina, una statua ben illuminata: è il monumento dedicato a San Gellert, vescovo di Buda, assassinato nell’XI secolo. La statua lo riproduce nell’atto di ergere una croce per benedire la città di cui, in seguito, il vescovo divenne santo patrono. Il nome del monte è legato alla leggenda, secondo cui San Gellert cercò di convertire al cattolicesimo i pagani stanziatisi sull’allora “Vecchio Monte”. Costoro lo ripagarono facendolo precipitare in un barile lungo il pendio del monte. Fu il principe Vata, fratello del re, a provocare la rivolta che determinò la morte del vescovo. Al colle vennero attribuiti anche poteri divinatori, per cui le streghe vi celebravano, durante il Medioevo, i loro riti. La successiva dominazione turca comportò la fortificazione dell’area in questione a difesa di Buda e nel 1851, con la dominazione austriaca, venne realizzata la minacciosa e oscura Cittadella. Solo nel XIX secolo, questo monte divenne meta di feste e pic-nic, fino alla trasformazione della Cittadella in parco pubblico, da cui è possibile ammirare uno dei più bei panorami della capitale ungherese, grazie alle numerose terrazze panoramiche. Sorge nelle vicinanze anche l’Osservatorio astronomico Urania, su cui fu costruita una cisterna con affaccio sul Palazzo Reale. L’Hotel Gellert (1912-18), che porta il nome del santo patrono, è adibito a struttura termale e sfrutta acque sorgive (di cui la capitale ungherese è ricca) ad alto valore curativo. Le sue terrazze solarium sono l’ideale per rilassarsi, dopo il passaggio ai bagni termali. Splendida e imponente è la facciata dell’Hotel, costruito dagli architetti Hegedus, Sebestyen e Sterk. La struttura ospita bar, caffè e numerosi luoghi di ristoro e benessere, tra cui un istituto di talassoterapia.
15 settembre 2007
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