Alfred Marshall

ALFRED MARSHALLAlfred Marshall è un economista inglese e uno degli economisti più importanti della scuola neoclassica marginalista. Nasce a Clapham, in Gran Bretagna, nel 1842. Dopo essersi laureato in matematica, si dedica allo studio delle scienze economiche. Elabora una teoria coerente della domanda, dell'offerta, della produzione e dell'utilità marginale. Nel 1885 ottiene la cattedra all'università di Cambridge dove fonda una scuola del pensiero economico neoclassico e marginalista detta Scuola di Cambridge. Ha come allievi Pigou, Keynes e Robertson. La sua opera principale, i "Principi di economia", viene adottata come manuale per l'insegnamento dell'economia politica nelle principali università di lingua inglese, influenzando così il pensiero economico delle successive generazioni di economisti. Muore a Cambridge nel 1924 all'età di 82 anni.

Il pensiero economico di Marshall

Marshall considera l'analisi economica come lo strumento scientifico per scoprire il corpo di "verità concrete" dell'economia politica.

Vive in un'epoca in cui domina il modello scientifico della fisica newtoniana, cerca di spiegare la scienza economica tramite leggi universali e coerenti.

Inizialmente Marshall tenta di trasformare la teoria classica di J.S.Mill in una teoria economica moderna.

Nota. Nei primi anni dei suoi studi economici Marshall vuole trovare una spiegazione convincente al problema dei salari e del lavoro, per uscire dalle criticità della teoria classica.

Successivamente l'economista si avvicina al marginalismo, occupandosi di teoria del valore e di 'equilibrio.

la sintesi del pensiero economico di Alfred Marshall

Si propone come punto di incontro tra la teoria classica e la teoria marginalista neoclassica.

Il risultato dei suoi studi è una teoria economica, organica e diversa da quella classica, in cui introduce molti concetti e novità.

Le differenze tra Marshall e i marginalisti. Alfred Marshall costruisce un paradigma neoclassico alternativo a Jevons, più realistico e meno attento all'eleganza formale del modello. Inoltre, Marshall si rivolge a un pubblico più ampio, quello degli uomini di affari, mentre i marginalisti ai colleghi universitari. Rinuncia a studiare le interrelazioni tra i mercati per dedicarsi all'analisi del singolo settore produttivo.

Le principali novità introdotte da Marshall sono:

  • Teoria dell'equilibrio parziale
    Marshall introduce la distinzione tra l'equilibrio economico parziale e generale. Studia le condizioni di equilibrio nel singolo mercato a parità di altre condizioni ( ceteris paribus ).
  • Analisi temporale dei fenomeni economici
    L'economista mostra una particolare attenzione alla dimensione temporale dei fenomeni economici. Conia la terminologia economica di breve periodo e lungo periodo nell'analisi economica.

    Esempio. Nel breve periodo un'impresa può variare la quantità di utilizzo del fattore lavoro o degli altri fattori produttivi mentre il capitale è un fattore fisso, pertanto la produttività marginale d'impresa nel breve periodo è determinata dalle leggi della produttività marginale decrescente ( costo crescente ). Viceversa, nel lungo periodo l'impresa può modificare anche il capitale ( impianti ). Pertanto, nel lungo periodo la produttività marginale dell'impresa può essere decrescente, costante o crescente.

  • Una nuova teoria del mercato, della domanda e dell'offerta
    Nello studio della domanda e dell'offerta, Marshall introduce nuovi strumenti di indagine e i concetti di rendita del consumatore, rendita del produttore, elasticità della domanda, principio di sostituzione.
  • L'economia del benessere
    A differenza di altri economisti classici e neoclassici, Alfred Marshall sostiene l'intervento pubblico dello Stato in economia per migliorare il benessere sociale.

La teoria dell'equilibrio di Marshall

Alfred Marshall introduce il metodo del ceteris paribus nell'analisi economica per studiare le condizioni di equilibrio in un singolo mercato, senza considerare l'influenza degli altri mercati del sistema economico.

In tali circostanze l'equilibrio è detto equilibrio economico parziale.

le differenze tra l'equilibrio walrassiano e l'equilibrio di Marshall

Nota. Mentre Walras studia le condizioni che portano contemporaneamente in equilibrio tutti i mercati ( equilibrio economico generale o EEG ), Marshall approfondisce lo studio sulle condizioni che portano in equilibrio il singolo mercato, senza considerare le interdipendenze tra mercati.
le differenze tra equilibrio economico generale e parziale

Marshall rappresenta l 'equilibrio parziale di un mercato su un diagramma cartesiano, ponendo il prezzo sull'asse verticale delle ordinate e le quantità sull'asse orizzontale delle ascisse.

L'equilibrio di mercato è individuato nel punto di incontro tra la scheda di domanda e di offerta.

la croce marshalliana dell'equilibrio di mercato



La rappresentazione grafica dell'equilibrio introdotta da Marshall è nota come croce marshalliana.

Nota. La croce marshalliana è usata ancora oggi nei manuali di microeconomia e nella didattica per spiegare l'equilibrio economico di un mercato.

La teoria della domanda e della rendita del consumatore

Marshall collega direttamente la teoria dell'utilità alla teoria della domanda, ipotizzando costante l'utilità marginale della moneta.

il nesso causale tra utilità marginale e domanda

Nota. Si tratta di una novità teorica importante perché finora nessun marginalista aveva trovato un nesso diretto tra utilità marginale e domanda, né Jevons e né Walras.

In questo modo Marshall formula la propria teoria del sovrappiù o teoria della rendita del consumatore.

l'equilibrio del mercato

La rappresentazione grafica della rendita del consumatore di Marshall è ancora oggi uno dei primi capitoli nei manuali di microeconomia.

L'economia del benessere

Secondo Marshall, il principale scopo dell'attività economica è il benessere sociale.

Nota. Come J.S.Mill anche Marshall considera la sfera sociale ed economica come parti integranti dello stesso sistema. Non si può parlare di economia senza considerare il benessere individuale e sociale.

Marshall sostiene l'intervento pubblico in economia per migliorare il benessere.

In particolar modo, è un sostenitore delle politiche redistributive, perché la stessa somma di denaro genera molta più utilità nelle classi povere che in quelle ricche.

la teoria del benessere di Marshall

La teoria dello sviluppo di Marshall

Nel corso della sua vita Marshall si occupa anche dello sviluppo economico.

Nota. Pur dedicandosi prevalentemente allo studio dell'allocazione delle risorse in condizioni di equilibrio e del comportamento individuale ottimizzante, non trascura l'importanza dello sviluppo e del cambiamento nei sistemi economici.

Negli ultimi anni della sua vita, Marshall sposta la sua attenzione dall'analisi dell'equilibrio all'analisi dinamica del cambiamento e dello sviluppo economico.

dall'analisi statica all'analisi dinamica

L'economista è consapevole che le risorse, la tecnologia e le preferenze cambiano nel corso del tempo.

Pertanto, elabora una teoria dinamica ed evoluzionista dello sviluppo, in cui lo sviluppo economico è un processo sia sociale che individuale.

La critica al pensiero di Marshall

La teoria economica di Marshall riscuote un grande successo nel mondo accademico ma è anche oggetto di dure critiche sia esterne che interne.
le critiche al pensiero di Marshall

  • La critica dei marginalisti. Secondo i marginalisti classici, Marshall si allontana troppo dalla teoria marginalista, perché dedica la propria attenzione esclusivamente agli equilibri parziali senza considerare l'equilibrio economico generale.
  • La critica dei marxisti. I marxisti criticano la teoria marshalliana perché la ritengono una teoria marginalista e neoclassica.
  • La critica di Keynes. Pur appartenendo alla stessa Scuola di Cambridge, anche Keynes presenta delle critiche al pensiero del suo maestro. Keynes critica il tentativo di Alfred Marshall di mantenere una linea di continuità con la teoria classica.

    Nota. In particolar modo, Keynes critica l'adozione della Legge di Say nella teoria marshalliana.

Le opere di Marshall

Le principali opere di Marshall sono le seguenti:

  • L'economia dell'industria ( 1879 )
    In quest'opera rielabora la teoria di J.S. Mill in chiave moderna. Scrive il libro insieme a sua moglie Mary Paley.
  • La teoria pura del commercio internazionale ( 1879 )
  • La teoria pura dei valori internazionali ( 1879 )
  • Principi di economia ( 1890 )
    È l'opera più importante di Marshall. Nei Principi l'economista riassume la sua teoria economica. Il libro diventerà il manuale di economia politica più usato nelle università fino alla metà del XX secolo, influenzando il pensiero economico delle successive generazioni di economisti.
  • Industria e commercio ( 1919 )
  • Moneta, credito e commercio ( 1923 )