Accise sui carburanti
L'analisi delle accise sul prezzo della benzina permette di comprendere come lo strumento fiscale sia stato utilizzato dai governi per la sua facilità di ottenere entrate economiche extra. L'accisa più conosciuta è sicuramente quella sul petrolio. È un'imposta difficilmente eludibile, in quanto spesso si trasla in avanti sul prezzo del bene, colpendo i consumatori finali. Per la sua immediatezza a reperire risorse economiche l'accisa è stata utilizzata per far fronte alle emergenze. Ad esempio, il ricorso alle accise ha consentito di finanziare le operazioni di ricostruzione dei territori del Vajont dopo il disastro del 1963 o a Firenze dopo l'alluvione del 1966. Ciò nonostante, lo strumento fiscale delle accise non è stato scevro da abusi. Il carattere della temporaneità delle accise, legato a coprire i costi dell'intervento straordinario, non è stato mai rispettato dai governi. Di volta in volta, le nuove accise si sono aggiunte alle vecchie, senza mai sostituirle. Contribuendo così ad aumentare il peso fiscale sul prezzo del carburante.
Al momento al prezzo della benzina sono applicate le seguenti accise:
- 1935: finanziamento della guerra di Etiopia;
- 1956: finanziamento della crisi di Suez;
- 1963: finanziamento del disastro del Vajont;
- 1966: finanziamento dell'alluvione di Firenze;
- 1968: finanziamento del terremoto del Belice;
- 1976: finanziamento del terremoto del Friuli;
- 1980: finanziamento del terremoto dell'Irpinia;
- 1983: finanziamento della guerra del Libano;
- 1996: finanziamento della missione in Bosnia;
- 2004: rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotranvieri;
Tutte queste voci, compresa la prima accisa del 1935, sono ancora oggi presenti sotto forma di accise nel prezzo dei carburanti, anche se lo scopo per cui sono nate è stato abbondantemente superato dal tempo e dalla storia.
